
Clara Pedrelli
Aspetti della legge
Premesso che già esiste il divieto di fumo nei ristoranti, nei bar dove si somministrano alimenti ecc. ecc.
Dal punto di vista scientifico, per quanto riguarda il fumo passivo, il rischio di tumore non è provato in quanto tutti gli studi epidemiologici hanno una regola indiscussa e cioè che solo quanto il risultato della ricerca risulta doppio al normale e cioè il 200% allora esiste un rischio definito rilevante, ogni percentuale inferiore è considerata debole e insufficiente per sostenere delle tesi, il rischio del fumo passivo che associa il tumore ai polmoni è mediamente indicato al 19% quindi inferiore del 181% rispetto alla soglia minima per essere preso in considerazione.
E’ giusto educare e informare sui danni che può provocare il fumo ma non è giusto vietare in questo modo.
Il divieto è giusto dove le persone sono obbligate ad andare, vedi banche, uffici pubblici e quant’altro, non dove sono libere di andare.
La legge così com’è da una lettura dello Stato autoritario e nei rapporti tra autorità e cittadino, quest’ultimo non è visto come portatore di diritti naturali e inviolabili, ma piuttosto come suddito sottoposto all’azione repressiva dello Stato.
La legge così com’è non può essere lasciata perché altrimenti si crea un precedente che può innescare qualsiasi altro divieto.
Senza l’ausilio di alcun sceriffo, all’esercente deve essere lasciata la possibilità di decidere se nel suo locale accetta o no i fumatori, sarà il non fumatore a decidere se servirsi o no di quel locale.
Per quanto riguarda l’applicazione della legge, oltre alla complicazione di riuscire ad individuare in certe strutture un luogo adatto, rispettare i parametri di superficie e l’isolamento questi locali è veramente paradossale, questi eventuali locali assomigliano a delle camere stagne per palombari per evitare il rischio di “contaminazione” dell’aria per i non fumatori.
C’è una questione di costi che va valutata in quanto ci sono locali dove sarà più produttivo chiudere che fare un simile investimento, altri che proprio per loro natura non sarà possibile mettere a norma e questi sono veri problemi, che sarebbero facilmente risolvibili con il suggerimento che ho fatto prima.
C’è un sentimento punitivo in questa legge e di vero odio verso i fumatori.
Ci sono altre tossicodipendenze ben più pericolose per la società.
Non ho mai sentito di fumatori che scippano anziane signore, o furti di vario genere in casa e non solo per procurarsi sigarette.
Il fumo non modifica le funzioni celebrali e comportamentali dell’individuo.
Le sanzioni sono sproporzionate e ci rimettono sempre i più poveri.
Non dimentichiamo che adesso ci sarà il grande business dei prodotti antitabacco.
