
Clara Pedrelli
Da persona normale, senza una preparazione medico scientifica adeguata, è difficile fare un’analisi accurata sul caso del Prof. Di Bella e sulla sostanza da Lui applicata perla cura dei tumori che colpiscono prevalentemente i tessuti molli, cioè la somatostatina.
Ma diventa semplice, da persona normale, fare un ragionamento dal punto di vista morale e psicologico.
Basta mettersi nei panni di coloro che in questo momento stanno vivendo sulla propria pelle questa diatriba per renderci più sensibili ed elastici nelle valutazioni.
Brevemente si può sostenere che ci sono già diverse persone, trattate con la cura del Prof. Di Bella, che hanno superato da tempo l’incubo di morire di cancro, vivono normalmente, lavorano e fanno progetti per il futuro.
Non si può fare un discorso di costi, in quanto apprendo da “Il Giornale” del 8/1/98 che le fiale antivomito che si usano affiancate alla chemioterapia costano £.48.000 ciascuna e a volte ne servono fino a 3 al giorno.
Non è solo con la competenza che si risolvono i problemi, c’è un discorso di umanità, di rispetto verso il prossimo, che alle persone normali serve come un radar ai piloti.
Il rispetto per la qualità della vita di chi soffre è superiore a qualsiasi competenza.
Ritengo giusto che si crei la commissione atta a far maggiore chiarezza e anche ulteriori ricerche in merito alla cura del
Prof. Di Bella, ma non si può negare la speranza a chi in questo momento ha la vita appesa a un filo.
Non si può negare per questioni burocratiche la speranza alla vita,, ritengo opportuno dare a chi la richiede la possibilità di essere curato col metodo del Prof: Di Bella a spese della USL che significa con il contributo della comunità. Una cura non esclude l’altra, pertanto resta piena libertà di continuare con la terapia tradizionale, la chemioterapia
Ai malati la decisione finale non altri.
