
Clara Pedrelli
CROCEFISSO E SOCIETA’
Il crocefisso mi è sempre stato a cuore tant’è che nel 1999 non vedendolo più appeso nell’aula di mia figlia chiesi ad alcuni addetti scolastici che fine avesse fatto, senza avere risposte precise.
Fu così che chiesi al Cons. Delladio di fare un’interrogazione per avere una risposta dalla provincia.
Dopo mesi rispose l’Ass. Molinari dicendo che la scelta dell’esposizione del crocefisso era lasciata al dirigente scolastico e che la provincia in tal senso non aveva dato disposizioni pertanto ognuno poteva regolarsi secondo coscienza.
Una risposta molto labile alla Ponzio Pilato.
A distanza di quattro anni il tema ritorna alla cronaca con l’irruenza mediatica del Sig. Adel Smith che addirittura di rivolge a un tribunale perché il simbolo più caro e indiscusso del Cristianesimo venga tolto dalla scuola che frequentano i suoi due figli che appartengono a un’altra religione.
Il motivo del contendere è che lo Stato è laico, la scuola e pubblica e quindi via il simbolo del Cristianesimo.
Eh no cari signori, la definizione di “Stato laico” sta a significare “l’indipendenza dalla autorità ecclesiastica” e questo è assodato da anni, il concordato firmato nel 1984 dal primo ministro Bettino Craxi e il Cardinal Casaroli ha riscritto i rapporti tra Stato e Chiesa andando a modificare i “Patti Lateranensi” ma non per questo e su questo ha inteso rinnegare la nostra cultura e la nostra storia di cristiani e cattolici.
Essere laici significa non fare parte del clero, il nostro stato è laico non ateo.
Mi sento offesa e umiliata da questi atteggiamenti così violenti perpetrati da chi dovrebbe essere grato proprio al Cristianesimo che ha prodotto una società aperta all’accoglienza e alla soddisfazione dei bisogni altrui.
Non vado oltre e aspetto le decisioni che verranno prese dalla nostre istituzioni.
