
Clara Pedrelli
Assemblea Straordinaria ASAT 26/11/2004
Buonasera a tutti, mi chiamo Clara Pedrelli e sono qui a rappresentare l’Altipiano di Pinè. Sono orgogliosa di essere qui, di essere tra Voi perché trovo che la nostra associazione dia, a chi ne fa parte, un senso di appartenenza, un’identità e un profilo che caratterizza l’albergo e l’albergatore stesso. Prima di me e mio marito erano i miei suoceri a credere nell’associazione ed è per questo che possiamo dire che da circa 30 anni ne facciamo parte.
Quest’assemblea cade in un momento cruciale per il turismo trentino e non solo; in primo luogo la legge quadro Nazionale recepita dai nostri legislatori provinciali ha cambiato gli assetti del settore turismo, poi c’è per il 1 gennaio 2005 il debutto della privatizzazione delle A.P.T.
In un momento così delicato e fondamentale per il futuro delle nostre imprese ritengo che l’associazione sia stata per tutti noi un faro.
La dinamicità, la preparazione e il senso pratico del Presidente Rigotti della sua Giunta e di tutti i collaboratori ha fatto si che la miriade di problemi che ci siamo trovati davanti, avessero di volta in volta trovato risposta.
Credo che l’apertura a nuove imprese sia un’opportunità, ma soprattutto per le nuove imprese che entreranno con noi, in quanto troveranno persone altamente preparate e qualificate a perfetta conoscenza del mondo del turismo in grado di fornire esperienza servizi e qualità.
Abbiamo la fortuna di vivere e lavorare in terra trentina che per varietà di altitudini e paesaggi è unica al mondo. Abbiamo risorse naturali esclusive e invidiabili, è assolutamente necessario che l’offerta turistica sia progettata e mirata a rivalutare tutte le zone per la loro specificità. L’insoddisfazione del turista in una determinata zona, può provocare l’effetto domino sulle altre in quanto può spostare l’ospite in altra provincia o regione con caratteristiche simili alle nostre, quindi, lo sforzo maggiore , se siamo lungimiranti, lo dobbiamo fare sulle zone che hanno bisogno di nuovo smalto.
Io e mio marito siamo stati 8 anni in standby perché con la nascita della nostra bambina abbiamo preferito affittare e scegliere la famiglia all’attività in quanto il nostro mestiere assorbe in modo totalizzante.
Nel 2001 abbiamo ricominciato, in questi 3 anni abbiamo ristrutturato completamente l’albergo e tutto questo anche grazie ai consigli dell’associazione che ci ha informato e guidato in tutto quello che era la parte burocratica, sempre con tempestività, competenza e sensibilità.
Non posso non ringraziare il Presidente Rigotti che mi ha trasmesso ottimismo ed entusiasmo in un’impresa così impegnativa anche da un punto di vista economico, ringrazio il Dott. Benaglia che con un’indiscutibile preparazione mi ha sempre aiutato, grazie anche a Mariarosa alla quale riservo i miei momenti peggiori e non mi ha mai mandato a quel paese, e grazie al Dott. Pallanch anche lui ultimamente tenuto da me sotto pressione proprio per la nuova A.P.T.
E per chiudere uno sguardo sulla mia zona.
Pinè sta soffrendo per la malattia del lago che lo rende non balenabile, la mancata progettazione seria dell’offerta ha favorito la pratica del fai da te e anche i nostri iscritti vivono tutto questo quasi con rassegnazione. Ho potuto capire che si sentono soli, per tanto tempo c’è stato un distacco dall’associazione perché è venuta a mancare la comunicazione tra la sezione e la sede, ma questo non di certo per colpa della sede, l’impegno mio ora è di ridare fiducia ai soci collaborando fattivamente con la sede e trasferire ai soci le iniziative che andremo via via studiando per ridare a Pine ciò che le spetta e cioè… l’applicazione dell’art. 27 dello statuto approvato oggi.
Ringrazio tutti dell’attenzione e buon lavoro a tutti.
