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Clara Pedrelli

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ASSEMBLEA STRAORDINARIA 30/11/2005

Porto a tutti Voi il saluto della sezione di Baselga di Pinè.

Saluto tutti i presenti e ringrazio l’Associazione per gli sforzi e l’attenzione che sempre dimostra verso i problemi degli associati e la capacità di risolverli.

Questa grande opportunità di dialogo e di incontro che è l’assemblea, diventa momento indispensabile per discutere dei nostri problemi  dove si tiene conto delle diverse sensibilità e delle diverse realtà.

Mai come quest’anno il turismo è stato sotto la lente d’ingrandimento per vederne le modificazioni, i motivi sono stati tanti:

-         il debutto delle ApT

-         la crisi internazionale

-         la ricerca di nuovi mercati

-         la crisi di altri settori ecc. ecc.

Si sono impegnate molto anche le nostre istituzioni in incontri, analisi, studi, tavole rotonde, pubblicazioni.

Un dato che emerge e che ci rende orgogliosi, è che il mondo turistico Trentino rappresenta fra diretto e indotto circa il 30% del Pil provinciale, una fetta del bilancio così significativa che pensi che qualcuno dovrebbe esserci grato…invece raramente sento parlare bene degli albergatori.

Lo stesso Governatore del Trentino, ospite dell’Assemblea annuale a Levico, ci ha mosso critiche.

Anziché prendere in considerazione le nostre aspettative ci ha detto che cosa si aspetta Lui da noi e riassumo brevemente:

-         uno SFORZO CULTURALE, per quel principio, secondo il Governatore molto diffuso, di antiturismo

-         uno SFORZO IMPRENDITORIALE, inteso come innovazione nella costruzione o ricostruzione, pensando all’utilizzo di materiali come il legno e la bioedilizia

-         uno SFORZO SOCIALE, questo riferito ai lavoratori del settore inteso come valorizzazione delle  RISORSE UMANE.

Credo non siano giustificate critiche così a 360°.

Non è difficile capire perché siamo così poco considerati, per qualcuno siamo un manipolo di persone dedite a far denaro, a sfruttare i dipendenti, naturalmente evasori fiscali, gente snob che tutto l’anno si diverte.

Recentemente c’è stato a Cavalese un convegno dove è stato detto, e cito testualmente “L’industria del turismo, seppur fondamentale, produce molta precarietà ed è orientata esclusivamente al profitto e non alla crescita professionale.”

Ma quando mai!!  proprio noi, che sulla professionalità e la formazione abbiamo investito e continuiamo a farlo.

Altro dato che emerge da queste analisi è che lo standard delle strutture è buono, mentre sono i servizi che lasciano a desiderare e questo per tre motivi principali:

- il personale soffre di un’elevato turnover

- esiste una scarsa considerazione sociale per  lavori considerati servili

   e chi lo intraprende spesso lo fa come ripiego

- si fa ricorso a troppo personale extracomunitario.

E’ evidente che c’è una forte carenza di personale specializzato ma

non siamo certo noi la causa di questo.

Per fare un esempio pratico, non esiste nessuna formazione per chi si vuol specializzare come cameriera ai piani.

Si da per scontato che per questa mansione serve solo buona volontà, invece non è così, ci vuole educazione, cultura, rispetto delle persone, delle cose, capacità manuali e sensibilità, perché è un lavoro molto delicato, che richiede riservatezza, prontezza e precisione.

In albergo non ci sono lavori più umili di altri, ci sono professionalità che sono tutte egualmente complementari per un andamento ottimale della struttura.

Un’altro problema sono i contratti di lavoro del  settore, TROPPO RIGIDI, e mi spiego:

Come si fa ad assumere una figura con un orario predefinito DALLE ALLE, con giorno di riposo fisso??

Vi sembra normale in un lavoro come il nostro dove si è a disposizione del cliente 24 ore al giorno??

Noi dovremmo avere la possibilità di contrattazione e intermediazione con il nostro dipendente, pagargli le ore ordinarie come previsto da CNL e gli straordinari pagarli lordi in busta paga senza ritenute, e che sia lui a decidere quante ore vuole fare, non il sindacato che è ormai figura antistorica in tutto il panorama del lavoro, figuriamoci in un settore dinamico e sensibile di mutamenti come quello alberghiero !!!

Questi sono temi che andrebbero discussi a livello nazionale al tavolo di Federalberghi e farci ascoltare, non andare li e ascoltare quello che dicono loro,  che vale per i grandi gruppi, dove a far la differenza sono i numeri.

La nostra realtà è un’altra, qui la differenza la fanno gli albergatori, che mettono a disposizione la propria casa, il proprio desiderio di ospitare, la creatività nel viziare il cliente per catturarlo e non farsi dimenticare, siamo le poltrone dello psicanalista per i nostri clienti non degli approfittatori.

I nostri guadagni vanno di pari passo con la loro soddisfazione, quindi i guadagni, quando ci sono, sono sudati e meritati. Sempre attenti a migliorare le nostre strutture, rendiamo un servizio sociale impagabile e su queste basi dobbiamo chiedere RISPETTO e non essere guardati con SOSPETTO.

L’85% degli albergatori è proprietario della struttura, questo è un dato che si commenta da solo, che da un’idea della solidità dell’impresa e che di fatto rende impossibile la  delocalizzazione,  termine spesso utilizzato per l’industria e altro non significa che chiudi in Italia e vai ad aprire dove tutto costa meno.

Questo, anziché essere un valore aggiunto, ci rende vulnerabili, restiamo ostaggi della burocrazia, dei sindacati, dei luoghi comuni, dei controllori, delle leggi fatte per i grandi gruppi da cui non possiamo difenderci.

Dobbiamo solo adeguarci.

Anche l’ultima trovata sulla privacy ci costringe, per essere in regola, ad avvalerci di consulenti, che comunque sono un costo ulteriore a quelli che già abbiamo e che sosteniamo per l’HACCP, per le norme sulla sicurezza, a cui aggiungiamo quelli per la raccolta differenziata, al gasolio che è sempre una grande incognita, ecc. ecc…

Spese generali che continuano ad aumentare e noi che andiamo a rosicchiare su tutto ciò che si può, strateghi nel fare economia, perchè questo non ricada sull’ospite.

Adesso la nuova proposta del fondo per il turismo….  NON CI SIAMO

Prima di parlare di nuove tasse, facciamo uno studio sulle risorse esistenti e come spenderle meglio, poi rivediamo le nuove  Apt, il loro ruolo, i collegamenti con la Trentino S.p.A, consideriamo anche, per il contenimento dei costi, le proposte di macroambiti, con la giusta valorizzazione dei singoli territori e delle loro specificità.

Dopodichè, se sarà comunque necessario prevedere un fondo, solo allora, andremo a valutarne la consistenza, cercando di spalmarla equamente su tutti i soggetti che dal turismo traggono beneficio, e non sempre caricando di più sugli albergatori, perché mi risulta che dove non ci sono alberghi non c’è nemmeno sviluppo e commercio, quindi paghino di più quelli che noi abbiamo sempre rimorchiato.

Cosa dire poi della new entry TASSA SUI FONOGRAMMI, ordinamento che fa capo a una legge del 1941, non c’è niente da dire perché offenderebbe la NOSTRA intelligenza.

Bisognerebbe non pagarla e basta.

Concludo ……

Abbiamo il diritto di lavorare con la massima serenità, e questo sarà possibile quando avremo gli strumenti per poterlo fare.

In un lavoro come il nostro è quasi impossibile che tutto sia conforme alle norme, anche perché cambiano in continuazione, non essere sospettati di farlo apposta sarebbe già un aiuto.

Un’ultima considerazione.

Quando noi siamo in crisi non c’è nessuno che ci copre le spalle, mi risulta che se viene la grandine, ai contadini pagano il mancato guadagno, per l’industria ci sono agevolazioni su tutti i fronti, comprese quelle per i dipendenti, che sono tutelati dalla cassa integrazione prima, dalla mobilità poi, fino al prepensionamento e avanti chi più ne ha più ne metta.

Per il nostro settore non c’è niente di tutto questo, è ora di iniziare a discuterne e fare in modo che venga previsto.

Sarebbe un buon inizio per valorizzare un intero settore, che gli darebbe autorevolezza e piano piano cambierebbe l’approccio mentale verso la nostra professione, verso i nostri addetti e a tutto ciò che invece apportiamo alla società con la nostra dedizione.

E’ ora di finirla, dobbiamo farci rispettare, fare cartello, essere solidali, fare squadra e imporci per cambiare le cose.

E’ questo che mi aspetto dalla mia Associazione, che prenda in esame queste riflessioni e che insieme si trovi la formula per avere soddisfazione di ciò e per il bene di tutti.

Ringrazio il Direttore per i suoi consigli,  ringrazio tutti i collaboratori dell’associazione, ringrazio il nostro Presidente Natale Rigotti, uomo di rigore,  dotato di uno spiccato senso pratico delle cose, determinato quando serve, brillante, efficiente, 100 ne pensa 1000 ne fa, ha fatto crescere la nostra Associazione e in questo caso sono proprio i numeri che contano.

Grazie Presidente e grazie a tutti Voi che mi avete pazientemente ascoltato.

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